
Trento,
10 aprile 2008
LANGER,
ANTIDOTO ALLA STUPIDITÀ
da l’Adige di giovedì 10 aprile 2008
Ambientalista,
pacifista, politico rigoroso, studioso e militante, altoatesino e cittadino
del mondo. Alexander Langer
è stato tutto questo e qualcosa di più. La sua figura di «Profeta tra gli
stupidi» è oggi al centro del nuovo lavoro al quale la compagnia Teatro
di Bambs, con il supporto della Provincia di Trento, consegna
la continuazione del proprio percorso di impegno
civile.
Lo spettacolo,
interpretato da Andrea Brunello per la regia di Mirko Artuso,
debutterà ufficialmente nel tredicesimo anniversario della morte di Langer,
il prossimo 3 luglio, all'interno della manifestazione «Euromediterranea»
organizzata dalla Fondazione Alexander Langer di Bolzano.
Ma già
domani sera, alle 20.30 presso il Teatro Cuminetti di Trento, il sipario si aprirà per una «prova aperta»
organizzata dai Verdi del Trentino - la Sinistra Arcobaleno.
Per Brunello, che con Artuso firma anche la drammaturgia dello spettacolo, è il modo per iniziare a confrontarsi su una grande esperienza di impegno civile, culturale e politico.
Qual
è l'attualità di Langer?
«Con il suo modo totale e consapevole di mettersi al servizio della società
e delle istituzioni, Langer rappresenta un'idea
di politico totalmente diverso da quelli che vediamo al potere. Per questa
sua estraneità al sistema ha pagato caro. È stato davvero un profeta tra
gli stupidi: un'etichetta che ci tocca tutti quando dimentichiamo che spetta
anche a noi, a ciascuno di noi, decretare il successo di un'idea o di una
proposta politica».
In
quali forme porterete in scena il suo messaggio?
«Il nostro spettacolo non vuole essere una biografia di Langer:
cerchiamo piuttosto di contemporaneizzarne la
figura mettendola in relazione con la nostra società, il nostro ambiente,
la nostra vita. Per questo abbiamo deciso di allontanarci dai canoni
del teatro di narrazione. Sul palco non sarò narratore ma personaggio:
un uomo con un dramma personale, che trova una profonda verità sul mondo
nella vicenda di Langer e nel suo suicidio. Altre
riflessioni verranno dal confronto tra la lezione di Alexander e quelle di San Francesco e don Milani».
Come
affrontate questa prova aperta?
«Siamo nel pieno di un lavoro complesso, non accondiscendente, che ci chiede
di interrogarci e metterci in discussione in prima persona. Chi verrà al
Cuminetti non assisterà ancora ad uno spettacolo compiuto:
ma ci sembra importante ricordare Langer nella
fase che stiamo vivendo».