Monte Bondone, venerdì 11 agosto 2006
VENT’ANNI DI SCUOLA DI VOLO LIBERO CON PARAPENDIO
di Roberto Franceschini

Il 20 luglio 1986 si svolse il primo corso nazionale, di volo libero con parapendio, sulle propaggini occidentali del Monte Bondone (ai Colmi-Lavachel di Lasino), grazie all’impegno ed alla forte passione di Dario Segantini. Istruttore e direttore della scuola di volo libero «Otto Lilienthal», celebre pioniere tedesco del volo con motore dei primi anni del ‘900. La passione per il volo libero contagiò Dario Segantini a Livorno, durante il servizio militare nella «Brigata Paracadutisti Folgore» nel 1976, e proseguì negli anni successivi grazie ai primi modelli di deltaplano (ad ala fissa) arrivati in Italia. Dopo oltre 800 lanci con il paracadute ad ala (il mitico strato-clou), che in quegli anni stava sostituendo gradualmente i vecchi modelli militari a calotta rotonda, dei temerari piloti di deltaplano (Maurizio e Massimo Bellutti, Giorgio De Lorenzi, Ivano Bernardi ed il compianto Renzo Eccel), si autocostruirono un rudimentale parapendio ricavato da una vela da paracadutismo, soprannominato il «giallone» per il suo inconfondibile colore. Non si ha memoria dei voli eseguiti con questa vela (una semplice pezza di tela o poco più) sulla città di Trento, decollando dalla conca delle Viote o dall’alta cima del Palon. In un periodo nel quale era severamente proibito volare con siffatti “veicoli aerei”. Ma visto il crescente successo per questa disciplina sportiva, Dario Segantini decise allora di frequentare nel 1985 un corso a Mieussj in Francia, allora vera capitale mondiale del volo libero, per apprendere tutte le cognizioni necessarie per ottenere il brevetto d’istruttore e direttore di scuola di volo libero con parapendio. Da allora sopra le Tre Cime del Monte Bondone (Cornetto, Doss d’Abramo, Cima Verde) ed il laghetto di Lagolo, sono stati brevettati, dopo un severo esame ministeriale, ben 851 piloti. Oltre il 30% rappresentato da validissime signore. Il pilota più anziano (a livello nazionale e probabilmente mondiale) è il roveretano Fernando Chemini (77 primavere), che ancor oggi da filo da torcere a molti piloti, con spettacolari evoluzioni e figure acrobatiche di prim’ordine. Molti gli allievi della scuola diventati campioni. La maggior soddisfazione è stata raggiunta nel 1994 con la conquista dell’intero podio ai campionati italiani con Lives Santagiuliana, Ezio Mosna e Gherardo Zanotelli. Questa pratica amatoriale ed agonistica è regolamentata dalla FIVL (Federazione Italiana Volo Libero), e migliaia sono gli appassionati che partecipano a raduni e feste dell’aria. In ambito locale da ricordare il “Delta-Para Ghiaccio” invernale a Lagolo, o quello estivo del “Parasplash” nel lago di Molveno. Praticare questo sport costa all’incirca 2500-3000 euro, necessari per avere un’ottima attrezzatura (vela, imbraco, paracadute d’emergenza, radio ricetrasmittente, casco, tuta da volo). Poi non resta altro che lasciarsi condurre dalle correnti termo-dinamiche. Per imparare a volare è obbligatorio frequentare una scuola di volo (costo 1000 euro), e seguire diverse lezioni didattiche di primo soccorso, meteorologia, tecnica e legislazione. Per favorire questo sport dell’aria, grazie all’interessamento dell’amministrazione comunale di Lasino ed alle agevolazioni concesse dai Patti Territoriali del Monte Bondone, è stato possibile realizzare una struttura scolastica a quota 1527 sulle coste di Lagolo, gestita direttamente dalla scuola «Lilienthal Club». Centro formativo che sarà inaugurata ai primi di settembre con una gran festa del volo libero, alla quale sono invitati tutti i volatori (e gli ex-piloti), che hanno frequento in questi vent’anni i cieli del Monte Bondone e della città di Trento.

Roberto Franceschini

nella foto:
la nuova scuola di volo in quota (con Dario Segantini)