
Calavino,
venerdì 25 gennaio 2008
«QUELLA NOTTE LA ZUPPA SAPEVA DI MORTO»
IN RICORDO DELLA SHOAH
di Roberto Franceschini
Per
onorare quanti sono morti e sofferto nei campi di sterminio nazisti, per
il «Giorno della Memoria», che si commemora il 27 gennaio di ogni anno,
la biblioteca «Valle di Cavedine» diretta da Daniela Bertoldi, in collaborazione
con l’ufficio per il sistema bibliotecario trentino, ha organizzato un momento
di riflessione su quel terribile periodo della storia contemporanea. Un
recital curato da «Teatro Obliquo», nato nel 2000, da un gruppo di artisti
locali, impegnati in varie rappresentazioni di carattere politico-culturale.
Un vero e proprio teatro civile, dove si punta all’essenziale e sulla crescita
della qualità della proposta culturale. Gli attori Alessandro Franceschini
e Rose Marie Callà (regista e drammaturga), hanno realizzato questa “performance”
utilizzando le testimonianze di alcuni sopravvissuti alla drammatica vicenda
della Shoah. Brani tratti dalle penne di Primo Levi, Mario Spizzichino,
Pietro Terracina, Filip Muller, Goti Bauer, Nedo Fiano, Edith Bruck, Elie
Wiesel. Brevi, intensi e crudi monologhi con protagonista la parola, riassunti
nell’opera drammatico/evocativa «quella sera la zuppa sapeva di morto»,
dove gli attori si alternano sulla scena allestita in modo scarno, essenziale.
Il fine è di rendere forte l’impatto emotivo tra il pubblico, per non far
dimenticare gli orrori della storia e le nefandezze umane. Lo spettacolo
termina con un riflesso positivo. È recitata la poesia ”Oracolo” di Mariangela
Gualtieri, con un forte invito rivolto all’umanità per guarire la ferita
inferta a noi tutti.
Roberto
Franceschini