
Calavino,
giovedì 27 luglio 2006
UMBERTO PEDERZOLLI:
ORGANISTA PARROCCHIALE DA 74 ANNI
di Roberto Franceschini
Da oltre
74 anni, tutte le domeniche e festività comandate, oltrepassa l’ingresso
principale curiosamente composto da un pronao rinascimentale poggiato alla
facciata a timpano e fiancheggiato dal campanile a doppio ordine di bifore
e cuspide barocca, della monumentale chiesa decanale dedicata a Maria Assunta.
Con sottobraccio uno spartito musicale ma soprattutto con una gran voglia
di esprime il meglio di se stesso, grazie alle sette note musicali ed alle
voci del coro parrocchiale, diretto da oltre 50 anni dal maestro Dario Ricci.
Umberto Pederzolli è un uomo dalla corporatura minuta, nato nel 1919 a Calavino
e sposato con Pierina Santoni da più di 55 anni. Organista di primo ordine
quest’attiva comunità parrocchiale della Valle di Cavedine. Primo clarinetto
del Corpo Bandistico di Calavino diretto dal maestro Carlo Schelfi, già
componente della Fanfara Alpina Valle dei Laghi, di quella di Vezzano, Cavedine,
Dro e Mattarello. E’ sicuramente il più anziano bandista del Triveneto tuttora
in piena attività, ed innumerevoli sono i concerti che lo hanno condotto
per mezza Europa ma soprattutto nella sua amatissima valle. Ancor oggi è
invitato quando si celebra un matrimonio (ed ahimé, anche in occasione di
qualche funerale), durante le numerose sagre paesane, o per il compleanno
di qualche amico. Ha iniziato a suonare all’età di 13 anni con un vecchio
armonium, grazie agli insegnamenti dell’allora cappellano di Calavino don
Angelo Guadagnini. Negli anni successivi s’è innamorato del clarinetto e
quindi della fisarmonica. Strumento musicale, quest’ultimo, apprezzato durante
la degenza nell’ospedale militare a Stalino nel bacino del Donetsk, quando
fu ferito ad un ginocchio nella campagna militare in terra sovietica, come
soldato semplice di fanteria nella Divisione Autotrasportata Torino. Si
trattava di una fisarmonica stranamente tutta dipinta di bianco, come la
sterminata e gelida steppa russa nella quale sono morti troppi compagni
di disavventura. Tra i ricordi più importanti della sua attività musicale,
vi è quello di aver suonato a fianco del Sommo Pontefice Giovanni Paolo
II in Vaticano, nella grotta di Lourdes in Francia, al cospetto della Madonna
Nera a Czestochowa in Polonia, nell’aula del Parlamento Europeo a Strasburgo,
ma soprattutto di aver ricevuto la pergamena pontificia con apostolica benedizione
per “il suo servizio ultradecennale come organista presso la chiesa parrocchiale
di Calavino”. Tale è la passione per la musica, che nelle scorse settimane
pur ricoverato al nosocomio S.Chiara di Trento per un intervento agli occhi,
non ha resistito a suonare con l’organetto della cappella, per la gioia
e la delizia dei degenti. I suoi brani preferiti sono L’Ave Maria di Charles
Gounod e di Franz Schubert, mentre ancor oggi si commuove quando intona
il celeberrimo brano “Signore delle cime”. Umberto Pederzolli è una persona
straordinariamente semplice e profondamente ricca interiormente, della quale
sono particolarmente riconoscenti i parrocchiani e l’intera comunità di
Calavino.
Roberto
Franceschini