
Fraveggio,
18 marzo 2008
DAL SUD-EST ASIATICO A FRAVEGGIO
UN RARO TUBERO NELL’ORTO DI CASA
di Roberto Franceschini
La globalizzazione
passa ormai attraverso anche dei tuberi. Strano a dirsi ma è così. Mesi
addietro, una coppia di Fraveggio in viaggio in Liguria, hanno deciso di
acquistare alcune “semenze” per coltivare un po’ di patate nell’orto di
casa. Dopo un certo periodo, con stupore, hanno però visto crescere una
pianta che non poteva certo assomigliare al classico tubero commestibile.
Dopo un’accurata ricerca botanica, si è scoperto che si tratta di una specie
erbacea della famiglia delle Araceae, conosciuta volgarmente come «Glucomannano»
con nome scientifico «Amarphophallus Konjiac Koch». Si tratta di una pianta
spontanea delle Filippine, Vietnam, Cina e Giappone, dove è coltivata come
alimento, pur dopo un’accurata cottura perché altrimenti tossica. Il Glucomannano
agisce come “fibra dietetica solubile”, che aumenta la viscosità, il volume
e l’umidità del bolo alimentare durante la digestione. Ha una crescita molto
rapida, è priva di radici e dopo alcune settimane fa emergere una sola foglia.
Il suo stranissimo “fiore” emana un fortissimo olezzo di carne putrefatta,
simile allo sterco di cavallo, con il quale la pianta attira gli insetti
per l’impollinazione. Molto probabilmente da un carico di patate, e chissà
come mai sino in Italia, s’è intrufolato questo tubero originario del sud-est
asiatico, finendo quindi a Fraveggio di Vezzano. Ovviamente grande stupore
ma altrettanta soddisfazione della nostra cliente Letizia Morelli in Bressan
e del marito Cinto Bressan (nostro socio dal 16 ottobre 1972), entrambi
grandi appassionati di giardinaggio e orticoltura, i quali con particolare
attenzione “curano” questa rara specie erbacea. Una pianta che a detta degli
stessi esperti, è molto strana che sia arrivata integra sino in Europa,
e adattata così bene alla nostra latitudine, certamente non paragonabile
ai climi orientali sub-tropicali. Ma del resto è noto, che proprio a Fraveggio
e a S.Massenza maturano le olive più a nord del nostro continente, grazie
al particolare micro-clima mediterraneo donato dal Lago di Garda.
Roberto
Franceschini