Nave San Felice (Lavis), mercoledì 1 agosto 2007
MANOVRA SPERIMENTALE ABIENTALE FLUVIALE
di Roberto Franceschini

Una concitata richiesta d’aiuto, da parte di un passante, è arrivata alla centrale operativa del 115 (vigili del fuoco permanenti di Trento), all’imbrunire di una calda giornata estiva. E’ segnalata la fuoriuscita di un veicolo, con tre persone, sull’argine orografico sinistro del fiume Adige, all’altezza del ponte che congiunge la frazione lavisana di Nave S.Felice con il comune di Nave S.Rocco. Due donne sono incastrate tra le lamiere, mentre un terzo passeggero sbalzato fuori dell’autovettura (da qui l’importanza di indossare sempre le cinture di sicurezza) è caduto nel fiume, rimanendo “incravattato” ad un pilone del ponte. Una situazione drammatica e pericolosissima che richiama sul posto molte persone. I soccorsi, mai come in questo frangente, sono attesi con trepidazione. Via radio e con i cercapersone vengono allertati i due corpi dei vigili del fuoco volontari competenti per territorio. Una squadra di pompieri di Nave S.Rocco diretta dal comandante Giuliano Pederzolli, operativa nel fiume con un gommone, ma soprattutto oltre 20 uomini (tra cui diversi allievi) del corpo volontario di Lavis. Grazie alla sinergia operativa con i «Volontari del Soccorso CRI» di Lavis, sul posto con un’autoambulanza attrezzata, sono prestati i primi soccorsi sanitari alle due vittime bloccate all’interno del veicolo. Da prima, però, è necessario letteralmente “aprire” con le pinze idrauliche il veicolo accartocciato, mettendo in sicurezza l’intera zona per la propria ed altrui incolumità. Grande, infatti, il pericolo di un incendio per la fuoriuscita di benzina e la presenza sull’argine di vegetazione particolarmente secca. Contestualmente, altri pompieri, garantivano una prima assistenza all’uomo caduto nel fiume. Impigliato, fortunatamente, ad alcuni rami incastrati al pilone del ponte. Per questo recupero, molto rischioso, devono intervenire gli specialisti della squadra del soccorso fluviale. Volontari particolarmente addestrati ad affrontare situazioni estreme e critiche, e come in questo caso, dove ogni secondo è fondamentale per salvare una vita umana. La tecnica adotta, per la prima volta a livello europeo, è quella dell’uomo al guinzaglio. Un punto fisso (un soccorritore) rimane sull’argine, un altro punto mobile (con tre operatori fluviali) si posiziona su un primo natante, mentre un secondo battello, d’emergenza, resta più a valle rispetto al luogo del recupero. Coordinatore tecnico della manovra nel fiume l’istruttore di nuoto Franco Danieli. Nonostante la forte corrente, il calare della luce (per questo sono disposti dei fari alimentati da alcuni gruppi elettrogeni) ed i contemporanei soccorsi (a terra ed in acqua), tutto si risolve in pochi minuti. Alla manovra hanno assistito i colleghi pompieri di Molina di Fiemme (anche loro hanno istituito una squadra fluviale per il bacino idrografico dell’Avisio) con il comandante Tiziano Senettin, nonché i sindaci di Lavis Graziano Pellegrini e di Nave S.Rocco Renata Stenico. Quest’ultimi si sono complimentati con i loro «Angeli Custodi» per l’efficienza dimostrata, per l’impegno profuso e per la forte passione che unisce queste persone al servizio delle comunità. L’esercitazione, alla quale ha assistito un pubblico numeroso, rientra in un preciso programma addestrativo dei volontari di Lavis, diretto dal comandante Ivo Dorigatti e dal responsabile delle manovre capo squadra Omar Giovannini. Prossimo appuntamento, nell’ambito delle celebrazioni per il 140° di fondazione del corpo, sabato 20 ottobre 2007 nella sala convegni delle cantine «La Vis», per un seminario tecnico internazionale «Gruppi allievi dell’Europa a confronto». Su queste nuove leve che alimenteranno il domani dei 239 corpi provinciali, e per le prospettive di un ulteriore potenziamento questo fondamentale settore giovanile.

Roberto Franceschini

 

nelle foto: alcune fasi della manovra sperimentale ambientale fluviale

SCHEDA ORGANICO
La Federazione dei Corpi  Vigili del Fuoco Volontari del Trentino è composta di:
239 corpi sui 223 comuni provinciali
1 presidente (Sergio Cappelletti)
1 direttore (Nicola Leonardi)
13 ispettori distrettuali (il territorio provinciale è suddiviso in 13 ambiti)
239 comandanti
127 capi plotone
470 capi squadra
3916 vigili
64 complementari
380 con altre qualifiche (onorari-sostenitori)
734 allievi (minori di 18 anni)
Per un totale di 5945 unità operative 24 ore su 24, con mezzi ed attrezzature di primissimo ordine.