Ranzo di Vezzano, mercoledì 1 novembre 2006
UN CROCIFISSO DA RANZO AL BURUNDI
di Roberto Franceschini

Il comandante dei Vigili del Fuoco Volontari del corpo di Vezzano Massimo Sartori ed il subalterno Christan Sommadossi, entrambi residenti nella frazione di Ranzo, sono gli scultori lignei che hanno realizzato il «Crocifisso per il Burundi».  Rappresentazione  sacra di Gesù sulla croce, benedetta nella curaziale di S. Nicolò, ricordata già dal 1537, dal parroco don Cesare Serafini, nel corso della funzione religiosa in onore di tutti i Santi. Opera realizzata da un tronco d’abete e di palissandro, che arrederà la cappella dell’orfanotrofio del villaggio collinare di Busiga, nello stato dell’africa orientale del Burundi, con capitale Bujumbura nella regione dei Grandi Laghi. Già possedimento tedesco fino a dopo la Prima guerra mondiale, e quindi sino alla sua indipendenza nel 1962, colonia belga. E’ invece dal 2001, che un gruppo di volontari trentini, gli «Amici del Burundi» coordinati da Mauro Dossi da Brentonico, operano in quest’orfanotrofio, che accoglie in questo periodo 85 adolescenti. Vittime innocenti della lunga guerra etnica tra i Tutsi e gli Hutu, che negli ultimi decenni hanno provocato migliaia di morti e milioni di feriti ed invalidi. Per aiutare gli orfani, i volontari trentini si attivano costantemente per raccogliere fondi e materiali, spediti con dei container ed affidati alle suore del posto. E così, in occasione dell’ormai prossimo carico umanitario, si aggiungerà anche la crocifissione scolpita a Ranzo, per testimoniare la fede (ma non solo) di questa piccola comunità della Valle dei Laghi, con quel lontano lembo di terra africana, legata da una forte d’amicizia e da un’intelligente cooperazione internazionale.

Roberto Franceschini

nella foto:
i vigili del fuoco volontari Massimo Sartori e
Christian Sommadossi
con la statua lignea della Crocifissione