
Sarche,
sabato 8 dicembre 2007
BASE JUMP DALLA CIMA DEL DAIN PICCOLO
di Roberto Franceschini
Da alcuni
anni, diversi appassionati di paracadutismo estremo (base jump) fanno dei
lanci dalla parete est del Monte Brento, presso l’abitato di Dro, nell’Alto
Garda trentino. Parete rocciosa di oltre 1500 metri, che detta degli stessi
sportivi, è seconda in Europa per fascino e scarica di adrenalina che riesce
a trasmettere. Parete scalata per la prima volta il 20 aprile 1992 dai trentini
Marco Furlani, Andrea Andreotti e Diego Filippi, dopo sette bivacchi in
quota. La base di lancio, al «Becco dell’Aquila», è riservata a paracadutisti
molto esperti (almeno 300 lanci all’attivo), anche perché negli ultimi anni
ha fatto molte vittime. La «Via Vertigine» è un vero e proprio banco di
prova per questi sportivi estremi, ai quali il decano dei paracadutisti
del Trentino Bepi Hoffer, consiglia sempre e comunque di attenersi alle
regole predisposte in una tabella in cima alla vetta. Per tornare a casa
in primo luogo, e per riassaporare nuovamente l’emozione di questi lanci
nel vuoto, senza l’ausilio di un aeroplano ma solo lanciandosi da queste
pareti strapiombanti. Da poche settimane, oltre alla base di lancio dal
Monte Brento, un'altra cima sta riscuotendo interesse e curiosità. La cima
del Dain piccolo (o Monte Garzole) a quota 971, nella media Valle dei Laghi,
con atterraggio a quota 258 metri a Sarche di Calavino. Vetta che taluni
raggiungono dopo aver risalito l’impegnativa e faticosa via ferrata «Rino
Pisetta», oppure raggiungendo in autovettura la frazione Ranzo di Vezzano,
e quindi per comodo sentiero il punto di lancio. Non meravigliaci quindi
se transitando nei pressi del bivio alle Sarche, per raggiungere le valli
Giudicarie, oppure Riva del Garda e Trento, vediamo delle persone lanciarsi
nel vuoto. Per alcuni secondi, sino all’apertura improvvisa dei coloratissimi
paracaduti.
Roberto
Franceschini