
Trento,
martedì 25 luglio 2006
UNA VITA TRA I MOTORINI
di Roberto Franceschini
Quanti
hanno posseduto un motorino, il classico quarantotto, o come un tempo era
simpaticamente soprannominato “paperino”, avranno senz’altro frequentato
l’officina meccanica dei F.lli Degasperi al civico 43 di Largo Nazario Sauro,
nel cortile interno delle case popolari comunali ex-Pincheri alla Predara
di San Martino. Un’officina storica, ancor oggi al servizio di quanti usano
per gli spostamenti cittadini il comodo e pratico ciclomotore a due tempi,
della nota fabbrica pesarese Benelli fondata nel 1920 dalla vedova Teresa
Benelli. Una delle prime imprenditrici industriali nel settore dei motori.
Questo suggestivo negozio di riparazioni e di vendita pezzi di ricambio
è gestito da Claudio Degasperi. 64 primavere sulle spalle, delle quali ben
50 passate nella stessa “bottega artigianale”. Ma l’attività di questa dinastia
familiare di meccanici, ha una lunga storia che merita d’essere descritta.
Il primo Degasperi che ha indossato la classica tuta blu da lavoro è stato
il padre Livio (nella foto con il figlio Claudio). 93 anni portati splendidamente,
e che ancora adesso passa quotidianamente dal suo figliolo, non fosse altro
per dare una sbirciatina ai lavori e dare qualche utile consiglio tecnico.
Questo mastro artigiano, con molta probabilità, è il meccanico con la maggiore
anzianità di servizio a livello nazionale. Ha lavorato ininterrottamente,
pagando regolarmente tutti contributi previdenziali, per più 70 anni. Dall’età
di 13 anni sin oltre gli 83. Le sue prime esperienze, con la qualifica d’apprendista
meccanico, sono maturate dal 1927 al 1929 presso l’officina d’auto e motociclette
di Mario Scappini in via Calepina; dal 1929 al 1931 nell’officina riparazioni
moto-veicoli di Dario Widmann in piazza Venezia; nel 1931, ma solo per pochi
mesi, presso la ditta meccanica (specializzata in riparazione di frigoriferi)
di Romano Veronesi in via Vanetti. Nel 1932 si mette, invece, finalmente
in proprio con una piccola bottega in via Brennero. Nel 1933 è chiamato
al servizio di leva sino al 1934, ricoprendo il grado di caporale maggiore
nella «Cavalleria Lancieri» di Novara. Dal 1934 al 1940 apre quindi una
nuova officina in via San Martino. Nel periodo bellico tra il 1940-45 è
richiamato alle armi. Come meccanico specializzato negli hangar dell’aeroporto
G. Caproni di Gardolo. Finita la guerra, dal 1945 al 1953, apre bottega
in via Romagnosi, e quindi dal 1953 negli attuali locali di Largo Nazario
Sauro 43, dove lavora sino al 1997. Oltre ad essere un meccanico di primo
ordine, è stato anche un grande appassionato e pilota di corse motociclistiche.
Vincitore delle uniche due gare in salita «Trento-Ponte Alto» (1946-1947),
a bordo di un potente sidecar Gilera 500cc. Il figlio Claudio, attuale titolare,
ha carpito invece tutti i segreti della meccanica dal 1956, riparando in
questi anni migliaia di motorini. Del solo modello Benelli 3VK (nella foto
un modello in riparazione) ne ha venduti oltre 10.000 esemplari. In un solo
anno riuscì a venderne 632 pezzi, tant’è che in officina lavoravano 5 meccanici
e non di rado si eseguivano le riparazioni anche nelle giornate festive.
Ora il lavoro è notevolmente diminuito e Claudio Degasperi ripara i soli
48, o come sono chiamati in dialetto trentino gli “sbruzzet”. Questi ciclomotori
alla fin fine sono i più pratici, funzionali e senza tutta quell’eccessiva
elettronica, vero e proprio calvario per i meccanici d’oggigiorno. Ma quest’officina
ha soprattutto una meravigliosa dimensione umana. E’ uno dei rari luoghi
di lavoro, in cui il cliente può ancora chiacchierare con il proprio meccanico
di fiducia mentre questi esegue le riparazioni. Ascoltando curiosi aneddoti
della storia motociclistica cittadina, tra odori di miscela e di grasso,
oppure anche solo ammirando il gran murales disegnato dal fratello Bruno
(noto artista e professore di disegno), che raffigura la nobile arte del
meccanico e del suo strettissimo rapporto con il mondo dei motori. Per questo
consigliamo una visita, anche pur non possedendo un motorino, prima che
quest’officina chiuda definitivamente la vecchia saracinesca costruita con
tanti pezzi di vetro.
Roberto
Franceschini