
Trento,
lunedì 6 agosto 2007
LA SIGNORA DEI PONTI CITTADINI
di Roberto Franceschini
E’ certamente
la persona che meglio di chiunque altro conosce tutti i ponti della città
di Trento. Alzi una mano chi afferma di non averla mai notata, china sulle
fioriere installate lungo le ringhiere dei ponti, intenta nella pulizia
ed alla concimazione delle coloratissime piante. E’ un personaggio che non
passa di certo inosservato, con la divisa della giardinieria comunale e
tanto di gilet fosforescente a norma antinfortunistica. Da quando è stata
assunta al Comune di Trento, alla vigilia di S.Lucia il 12 dicembre 1988,
Cristina Pallaveri, 54 anni e da sempre residente a Piedicastello, durante
la stagione estiva è incaricata di curare tutte le piante ed i fiori che
contribuiscono ad abbellire, in qualche modo, i principali ponti della città.
Per la precisione dieci manufatti. Cinque lungo il corso del torrente Fersina:
ponte Dame di Sion (presso l’omonimo istituto scolastico), Vicenza, dei
Mille, dei Cavalleggeri e Santa Barbara (all’inizio di Via A. Degasperi).
Tre lungo il gran fiume regionale Adige: ponte Ravina, S.Lorenzo e S.Giorgio.
Due, infine, lungo il corso fluviale dell’Avisio: ponte Lavis e quello in
ferro a S.Lazzaro di Meano. Altri ponti costruiti lungo la tangenziale e
l’autostrada, o quello nuovo in direzione del sobborgo di Povo, l’architettonico
discutibile ponte Lodovico, non sono invece predisposti per questo tipo
l’arredo. Con una pazienza a dir poco certosina, foglia dopo foglia, stelo
dopo stelo, Cristina riordina ogni vaso. Ogni pur minuscolo rifiuto organico
lo deposita in un secchio (anziché gettarlo direttamente nel sottostante
corso d’acqua), per un successivo razionale utilizzo come humus vegetale.
E’ dunque grazie a questa gentile e timida signora, la quale desidera ricordare
il pari impegno degli altri 20 colleghi della giardinieria comunale diretta
da Roberto Leonardelli, che la città di Trento appare così bella e rigogliosa
di piante. Con aiuole e spazi verdi ogni anno sempre più estesi e numerosi.
Un lavoro spesso sottovalutato e che andrebbe sicuramente potenziato, visto
che contribuisce non poco all’immagine turistica della città e delle sue
numerose frazioni.
Roberto
Franceschini