
Trento,
martedì 26 dicembre 2006
CIMENTO INVERNALE NELL’ADIGE:
riproposizione storica dopo 72 anni
di Roberto Franceschini
Esattamente
72 anni dopo, nel giorno di Santo Stefano, dieci temerari nuotatori della
Rari Nantes Trento, hanno riproposto il «1° Cimento invernale nel fiume
Adige» del terzo millennio. Una nuotata nel gran fiume regionale, nel tratto
compreso tra il ponte di San Giorgio e quello di San Lorenzo, al cospetto
della parrocchiale di Sant’Apollinare. Insomma, ben quattro Santi a proteggere
questi dieci “scavezzacolli” (Cinzia Pavanelli, Monica Pilati, Antonella
Dell’Agnolo, Giuliana Aor, Mauro Lucchesa, Fausto Gorgazzini, Marco Pasquale,
Claudio Curti, Domenico e Massimo Chianese), componenti della sezione fluviale
«Nodàr en l’Ades», della celebre società natatoria cittadina fondata il
15 maggio 1930 da Guido Manazzon. Storicamente il primo cimento invernale
accadde nel naviglio di Milano nel 1895, mentre occasionalmente a Firenze
nell’Arno ed a Roma nel Tevere, si ha memoria d’analoghe traversate fluviali,
ma in ogni caso, solo per dei brevissimi tratti. Non come i primi “folli”
del 1934 (Alfeo Bassetti, Nino Pergher, Livio Marchesoni, Aldo Sighel e
Mario Paoli), che si tuffarono nelle gelide acque dell’Adige il 26 dicembre
di quell’anno (e per i successivi due anni), incuranti di una temperatura
di poco superiore ai 2 gradi. In quest’occasione, invece, la temperatura
dell’acqua ha sfiorato i 4 gradi, quell’esterna esattamente 2,2 gradi, con
una portata del fiume di soli 38 metri cubi il secondo. Un fiume praticamente
in secca, ma che ha permesso in ogni caso di nuotare lungo i 900 metri del
percorso, in un tempo di poco superiore ai 6 minuti. Al loro arrivo, presso
la stazione di monitoraggio termopluvioidrometrica al ponte di San Lorenzo,
grande entusiasmo e curiosità da parte il numeroso pubblico presente, e
notevole la soddisfazione dei rarinantini per l’ottima discesa fluviale.
Risalite le «roste» del fiume (gli argini) con tanto di copricapo da Babbo
Natale, foto ed interviste di rito e poi via, di corsa, per riscaldarsi
con una bevanda ristoratrice presso il bar della funivia Trento-Sardagna.
Inusuale spogliatoio messo gentilmente a disposizione dalla proprietaria
del locale pubblico. Certamente un modo goliardico per trascorrere in allegria
la mattina di Santo Stefano, immersi nel gran bel fiume cittadino, dopo
la felice esperienza dello scorso giugno, in occasione della «Traversata
di Trento nel fiume Adige», durante la zatterata del Palio dell’Oca delle
Feste Vigiliane. Un invito, quello dei promotori, a riscoprire e valorizzare
il fiume cittadino, che offre delle prospettive della città di Trento e
della stessa Valle dell’Adige, del tutto particolari ed affascinanti.
Roberto
Franceschini