
Trento,
giovedì 31 agosto 2006
L’ULTIMO RE DI FRUTTA E VERDURA
di Roberto Franceschini
Nonostante
che da alcuni anni la centrale ortofrutticola di via Bomporto non sia più
attiva, almeno come nel passato, per le finalità commerciali per le quali
era stata inaugurata nel 1955, in uno dei diciassette locali un tempo adibiti
alla vendita all’ingrosso, resiste ancora un tenace “fruttivendolo” che
vende ogni sorta d’ortaggi e frutta. Santo Panarello, classe 1937, da oltre
sessant’anni fedele alla propria attività e passione commerciale. Figlio
siculo di Sebastiano e Giovanna, che per una ben precisa volontà della mamma
fu fatto nascere nel paese degli avi. Nella storica cittadina di Acicatena
in provincia di Catania, anche se poi, di fatto, ha sempre abitato a Trento,
lontano dalla pur amatissima terra degli agrumi. L’arte del commercio nel
settore ortofrutticolo, l’ha appresa sin dall’età di 12 anni, lavorando
assieme al padre nell’allora mercato cittadino in piazza Garzetti, sino
al trasferimento l’attuale zona ortofrutticola a lato della strada ferrata.
Tempi duri quelli di una volta, quando s’iniziava a lavorare alle 3 del
mattino, per finire spesso dopo 14/15 ore. Oggi, nonostante l’età, alle
7 del mattino è ancora pronto ad accogliere i clienti (per lo più anziani
e pensionati), e qualche piccolo negoziante di frutta ed ortaggi che ancor
oggi esercitano in città. Pochi per il vero, se pensiamo che una volta nella
sola città di Trento (e sobborghi) c’erano oltre 150 negozietti, ora ridotti
a poco meno di dieci. Ormai tutti (o quasi) si riforniscono agli ipermercati,
e quello straordinario rapporto che una volta esisteva tra il bottegaio
ed il cliente, si riduce alla banale lettura ottica del prezzo d’acquisto
sullo scanner della cassa, con tanto di sonoro “bip-bip”. Frequentando,
invece, questo “negozio” c’è ancora la possibilità di fare quattro chiacchiere,
osservare le casse della merce in vendita, entrare nella cella frigorifera
e scegliere il prodotto migliore. Un piacevole ritorno al passato che merita
senz’altro una visita, anche perché i prezzi sono decisamente vantaggiosi
ed un frutto, in omaggio, ai propri clienti Santo Panarello non dimentica
mai di offrire, con quel suo dolce sorriso tipicamente meridionale.
Roberto
Franceschini