
Vezzano,
martedì 22 gennaio 2008
LA MEMORIA RENDE LIBERI
di Roberto Franceschini
VEZZANO
– Con legge del 20 luglio 2000 n.211 è stato istituito il «Giorno delle
Memoria», al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico),
le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani
che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro
che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto
di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e
protetto i perseguitati. Il «Giorno della Memoria» è commemorato il 27 gennaio,
come giornata per onorare le vittime del nazionalsocialismo e dell’Olocausto,
e tale data è stata scelta per ricordare il 27 gennaio 1945, quando le truppe
sovietiche dell’Armata Rossa, nel corso dell’offensiva in direzione di Berlino,
arrivarono presso la città polacca di Oswiecim, nota con il nome tedesco
di Auschwitz. Il tristemente famoso campo di concentramento e di sterminio
di massa. Per ricordare questa giornata, ogni anno, l’amministrazione comunale
di Vezzano organizza e promuove delle iniziative di sensibilizzazione ed
informazione, con persone che direttamente o meno, hanno conosciuto o studiato
questa tristissima pagina della storia moderna. Quest’anno, in stretta sinergia
con la biblioteca intercomunale di Vezzano, Terlago e Padergnone diretta
da Sonia Spallino, è stato presentato e video illustrato il libro “Memorie”
di Romano Turrini di Arco. Dirigente scolastico della Valle dei Laghi, storico,
ricercatore e socio fondatore dell’associazione culturale “Il Sommolago”.
Un libro di 263 pagine, impreziosito di foto, disegni e schizzi del campo
di concentramento di Wietzendorf, nella Bassa Sassonia, che si trovava a
pochissima distanza dal campo di sterminio di Bergen-Belsen, dove morì Anna
Frank che scrisse l’omonimo famosissimo diario. Nel libro di memorie di
Romano Turrini, è raccontata la vita del padre Mario. Profugo, orfano di
guerra, soldato e internato militare, con un’unicità delle fonti e dei materiali
curati con rara maestria, come ha rilevato nell’introduzione della serata,
il collaboratore della Fondazione museo storico del Trentino Lorenzo Gardumi.
Un documento ricco di sensibilità, amore e perdono verso gli stessi aguzzi,
ma che nello stesso tempo fa sì che la memoria possa sempre e comunque rendere
liberi gli uomini. Alla serata ha partecipato anche un ex-internato dello
stesso campo di concentramento di Wietzendorf. Uno dei pochi ancora in vita,
il novantaquattrenne Gino Angelo Franceschini di Sfruz (matricola del lager
n. 173255), il quale ha raccontato degli episodi, alcuni dei quali tragi-comici,
durante i due anni di terribile detenzione. Una testimonianza diretta, lucida
e commovente, la quale ha coinvolto non poco, a livello emotivo, il folto
pubblico presente a questo significativo incontro storico-culturale. Da
ricordare, infine, l’appuntamento a Calavino (venerdì 25 gennaio ore 20.30
in sala Pizzini), per la rappresentazione teatrale «quella notte la zuppa
sapeva di morte” a cura di «Teatro Obliquo», con alcuni crudi monologhi
la tragica vicenda umana della Shoah.
Roberto
Franceschini