Vezzano. venerdì 31 agosto 2007
COLORI DI PACE ED EMARGINAZIONE
UN VIAGGIO NEL DARFUR, IRAQ E VIETNAM

di Roberto Franceschini

Tra l’iniziative più significative della quinta edizione di «tutti i colori della pace», un viaggio di quattro giorni tra volontariato internazionale e solidarietà, promossa dalla locale amministrazione comunale, particolarmente coinvolgente la serata dal titolo «essere volontari in scenari di guerra ed emarginazione». Dopo il saluto del vice sindaco Luciana Rigotti, la quale ha ricordato la finalità di questi incontri di più ampio respiro extracomunale, l’incontro è stato introdotto e moderato dal giornalista del quotidiano “L’Adige” Paolo Ghezzi. Un viaggio, per l’appunto, tra le molte sfaccettature del sud del mondo, nelle zone più povere e tristemente famose per conflitti di lunga data. Di queste esperienze, di guerra e fame, soprusi e malattie, ha parlato il medico chirurgo Alberto Giudiceandrea dell’organizzazione (premio Nobel per la pace nel 1999) «Medici Senza Frontiere», fondata nel 1971 e presente in molte aree critiche del globo. Il rappresentante di MSF ha parlato della tristissima realtà nel Darfur. Una regione del nord-ovest del Sudan, dove un conflitto in corso dal 2003 sta decimando un popolo. Una guerra etnica, a tutt’oggi senza una via d’uscita, nella quale le vittime “meno illustri” sono i bambini. Da sempre bersaglio preferito delle armi e delle indescrivibili violenze fisiche e psicologiche. La seconda testimonianza, toccante, commovente e coinvolgente è stata presentata dall’infermiera volontaria della CRI Marina Sottoriva di Cavalese. Nonostante la giovane età, con all’attivo 2 missioni umanitarie (ad altissimo rischio) in Iraq. Da prima in un ospedale da campo, poi in una struttura fissa. Curando migliaia di bambini e donne ustionati, non solo dalle bombe ma dai fornelli a kerosene utilizzati per riscaldare il thè. Incidenti domestici dalle dimensioni allucinanti. Per non dire poi dei tentativi di suicidio delle giovani donne (si cospargono di liquidi infiammabili), pur di non sottomettersi alle prevaricazioni della cultura maschilista irachena. La Croce Rossa Italiana, in questi anni, ha svolto complessivamente 600 giornate di missione con 20 contingenti a rotazione. Sono state effettuate 71.000 visite specialistiche (9000 ai bambini) con ben 30.000 ustionati. 115.800 esami di laboratorio, 1600 gli interventi chirurgici d’emergenza, 1200 i ricoveri, oltre un milione i medicinali distribuiti e migliaia gli ettolitri di acqua potabile confezionata. Purtroppo, al momento attuale, visto il notevole rischio per gli stessi operatori umanitari, la CRI ha dovuto, suo malgrado, abbandonare questa tormenta area geografica. Ultima testimonianza, di questa gran bella serata culturale, quella proposta da Onorio Clauser dell’associazione non governativa «Gruppo Trentino di Volontariato». Dopo una disamina sull’opportunità o meno di ricevere dei contributi pubblici (tra cui quelli della generosa provincia di Trento), e sulla necessità di avere sempre e comunque una propria autonomia operativa e decisionale, il relatore ha presentato alcuni progetti avviati in Vietnam. Tra questi la creazione di un centro ricami a Bac Ninh (programma Asia Urbs dell’Unione Europea), nel nord di questo paese, martoriato per tanti anni dalla tristemente famosa guerra con gli Stati Uniti d’America, e prima ancora con i francesi. Un laboratorio a sostegno della creazione di posti di lavoro per donne nell’ambito della conversione da una economia rurale ad un’economica industriale. Il GTV opera in Trentino da oltre 10 anni ed è presieduta dall’instancabile medico specialista in neonatologia Dino Pedrotti.

Roberto Franceschini

nella foto:
la serata sulla pace e cooperazione internazionale