Vezzano, venerdì 5 dicembre 2003
LE VIE DELL’ACQUA
di Roberto Franceschini

Dopo l’anno delle montagne, le Nazioni Unite hanno proclamato il 2003 anno internazionale delle acque, riconoscendo la fondamentale importanza delle risorse idriche per il futuro del pianeta. L’acque dolce è un bene impagabile, indispensabile per la vita sulla terra, essenziale per soddisfare le necessità umane fondamentali. Nonostante il 70% della superficie del pianeta sia coperto d’acqua, solamente una frazione di essa - il 2,5 % - è dolce, e di questa il 70 % è congelata nelle calotte polari. Questo fa sì che meno del 1% delle risorse d’acqua dolce del pianeta, siano realmente disponibili per un utilizzo da parte dell’uomo. Di questi ed altri argomenti, riguardanti il prezioso elemento naturale definito per eccellenza  «oro azzurro», se n’è discusso nel corso di un’affollata conferenza, promossa dalla direzione della biblioteca intercomunale e dal gruppo culturale “Nereo Cesare Garbari” di Vezzano. Titolo dell’incontro scientifico, introdotto dal presidente Fabio Trentini «le vie dell’acqua nella Valle dei Laghi tra passato e futuro». La prima relazione è stata affidata al direttore emerito del museo di scienze naturali di Trento dott. Gino Tomasi, il quale ha brillantemente illustrato le caratterizzazioni idriche della valle, ed il patrimonio geologico delle Marocce di Dro. Lo storico prof. Silvano Maccabelli, si è invece soffermato sulla descrizione idrografica nel corso dei secoli, e sulla genesi di questa conca lacuale unica nel panorama della provincia. Il consulente dell’agenzia provinciale per l’ambiente, il prof. Maurizio Siligardi, ha poi sviluppato un attento ragionamento sull’indice della funzionalità fluviale nel contesto territoriale e dell’importanza della fascia di ripario, la quale consente di classificare lo stato di salute di un fiume. Le conclusioni sono state affidate agli architetti Michele Bortoli e Gabriele Venturini, noti tra gli esperti del settore, per una proposta per tutelare i laghi di S.Massenza e Toblino, soffocati dal limo glaciale e dalle acque fredde provenienti dai vari impianti idroelettrici, dislocati nel bacino imbrifero Brenta-Adamello. Un ambiente montano impreziosito da numerosi corsi d’acqua e da ghiacciai semi-perenni, ma contestualmente fortemente minacciati dagli inquinamenti provocati dall’uomo. Da ricordare, inoltre, l’apertura di un’interessante mostra fotografica e documentale sino al 13 dicembre, presso la biblioteca comunale di Vezzano, su questa nostra preziosissima risorsa naturale, che lo stesso Leonardo da Vinci definiva «il sangue del nostro pianeta».

Roberto Franceschini

nella foto: i relatori alla conferenza sulle vie dell’acqua