Vezzano, 26 aprile 2003
IL RAME: UN NOBILE METALLO
di Roberto Franceschini

Il rame è un elemento naturale, conosciuto ed apprezzato per le proprietà sin dal neolitico finale 3.500-2.300 a.C.(età del rame), dove per la prima volta l’uomo riuscì a fondere ed a forgiare un metallo. Grazie alla sua elevatissima capacità termica di conduzione è particolarmente apprezzato quale utensile casalingo, ed il suo fascino estetico lo rende spesso ideale oggetto ornamentale. In Trentino non sono nemmeno dieci le ditte artigianali che lavorano questo metallo, dalla caratteristica ed inconfondibile tonalità biondo rame, tendente al verde cupreo se lasciato ossidare. Una delle più antiche aziende artigianali, a conduzione strettamente familiare è la Franco Manzoni, con laboratorio ed annesso salone espositivo a Vezzano. Azienda facilmente individuabile percorrendo la strada statale Trento-Riva del Garda, posta al primo tornante sovrastante il capoluogo della Valle dei Laghi,a fianco della roggia di Vezzano. Forza dell’acqua per altro vitale sino al 1970, per dare l’energia necessaria ad un possente maglio per forgiare e modellare il metallo. Da sempre invece, sul tetto della “bottega”, sono esposti gli oggetti del duro lavoro: vera e propria produzione di nicchia. Entrando nell’officina ci sentiamo come immersi nel passato, mentre i diversi colori dei metalli utilizzati (rame, ottone, stagno, bronzo, zinco) si mescolano con l’odore del grasso degli ingranaggi delle varie apparecchiature, oggi fortunatamente a disposizione dell’uomo per ridurne in parte la fatica. Da quattro generazioni i Manzoni plasmano quest’elemento naturale. Proveniente da Pove del Grappa nel vicentino, il capostipite dei Manzoni, il giovane Pietro, imparò da subito (siamo all’inizio del 1800) i segreti di questa nobile arte. Primo impiego nella fonderia Dorigoni, un tempo apprezzato laboratorio e fonderia lungo il corso del rio Vela a Trento. Per la sua abilità e serietà professionale, fu chiamato alcuni anni più tardi a Vezzano, alle dipendenze della fonderia Locchi (l’attuale sede Manzoni), dove ai suoi due figli Antonio ed Alfredo, insegnò ogni mistero della lavorazione del rame. I due fratelli Manzoni, lavorando in proprio, si trasferirono per un certo periodo a Calavino, per poi approdare nuovamente a Vezzano, rilevando l’azienda Locchi nel 1926. Nel periodo precedente il secondo conflitto mondiale, papà Antonio trasmise la passione e l’amore per questo lavoro al figlio Mario. Questi, per molti anni, ha gestito con rara passione professionale l’azienda, passandone infine il testimone al primogenito Franco. Quest’ultimo è oggi l’erede della dinastia Manzoni, e pur non disdegnando gli antichi insegnamenti, ha sicuramente dato un nuovo impulso alle molteplici realizzazioni artistiche. Nella ricerca del buon gusto è spesso aiutato dalla sorella Isabella: affermata art-director ed abile disegnatrice. L’attuale produzione, oltre ai tradizionali paioli ed alle padelle dal fondo stagnato, consente di spaziare dagli originali galletti indicanti la rosa dei venti, agli orologi da parete, ai portaombrelli, ai piatti con  figure in bassorilievo, ai vasetti, sino alle brocche d’ogni forma e misura. Spesso l’azienda Manzoni è luogo di visita di comitive turistiche, in gran parte provenienti dal Belgio, specialmente durante le vacanze invernali sul monte Bondone. Meno frequenti, ed è un vero e proprio peccato, le visite delle scolaresche che molto avrebbero al contrario da imparare. E mentre ci allontaniamo dalla fucina, appagati da questa visita storico-culturale, vediamo arrivare la piccola Serena accompagnata da mamma Marinella e nonna Maria Rosa. La quinta generazione dei Manzoni è forse in procinto di carpire l’arte metallurgica, in questo “tempio” del puro artigianato, dalle antichissime origini ma ancora vivo più che mai.

Roberto Franceschini

Franco Manzoni
durante una fase
della lavorazione
del rame