
Vezzano,
6marzo 2003
GUERRA ALL’IRAQ O ALL’EURO?
di Roberto Franceschini
Promosso dal gruppo consiliare di minoranza “7 Frazioni Insieme”, si è svolto a Vezzano, il 5 marzo, un incontro–dibattito, su “conflitto in Iraq e le ragioni della pace”. Relatori della serata, alla quale ha partecipato un buon numero di censiti Alberto Conci, membro della Commissione diocesana “Giustizia e Pace” e Michele Nardelli della “Casa per la Pace” di Trento. Moderatrice Donatella Boschetti, la quale nell’introduzione ha evidenziato la necessità di riflettere su quanto sta accadendo, e sì vi sono ancora delle ragioni per mantenere la pace. Interessanti le riflessioni espresse da Alberto Conci, il quale ha rilevato come questa che si prospetta non sia solo una guerra per la conquista del mercato mondiale per l’oro nero (il petrolio), contro il terrorismo fondamentalista o il terrorismo internazionale. Sta diventando una guerra contro le Nazioni Unite, contro l’Europa, contro la stessa NATO, e che apre degli scenari inquietanti sul futuro e l’attendibilità di certi organismi internazionali. Deboli sono le motivazioni a sostegno di questo conflitto USA-Iraq, giacché nel mondo vi sono tanti altri conflitti in corso, molte altre sono le nazioni colme d’armamenti (anche nucleari), senza che nessuno intervenga come invece si vuol fare contro l’Iraq. Molto probabilmente gli Stati Uniti d’America apriranno un terribile conflitto, con o senza l’autorizzazione dell’ONU, delegittimando, di fatto, il Palazzo di Vetro. Si aprirà inoltre una forte crisi d’identità, ed uno scontro senza precedenti all’interno della stessa Comunità Europea. Michele Nardelli, profondo conoscitore della realtà balcanica, ha raccontato la sua esperienza sul campo, dentro le realtà colpite dalle bombe, e sul vuoto che rimane al termine di un qualsivoglia conflitto. In realtà, la guerra in Iraq è in corso sin dal 1991, e quasi 2 milioni sono già le vittime civili e militari, causate dall’embargo e dal precedente conflitto. Ma poi, siamo così sicuri che il vero obiettivo sia il dittatore di Baghdad, o non sia invece l’Europa e la sua nuova unità monetaria? L’Euro sta raggiungendo dei risultati importanti, e diverse nazioni stanno seriamente pensando di prendere quest’unità monetaria, quale proprio riferimento in alternativa al dollaro Usa. Con l’Euro che avanza e con un’Europa che si sta allargando ulteriormente, il Vecchio Continente non sarà più dollaro-dipendente. Crollerà ulteriormente l’egemonia mondiale del biglietto verde, con tutte le conseguenze facilmente immaginabili per i mercati statunitensi e le sue multinazionali. Diversi gli interventi dopo le relazioni introduttive, segno del notevole interesse a quest’argomento, il quale sta seriamente incrinando i rapporti internazionali e per una pacifica convivenza tra i popoli.
Roberto Franceschini