
Siderno
(Reggio Calabria): 10-11-12 ottobre 2003
di Roberto Franceschini
Una
nutrita delegazione di rappresentanti delle Pro Loco del Trentino, ha partecipato all’assemblea nazionale straordinaria
dell’Unpli (Unione Nazionale Pro Loco d’Italia)
nella cittadina calabra di Siderno. Centro
jonico così denominato da “sidus”
(stella), al centro della riviera dei gelsomini. Per la prima volta
i lavori congressuali si sono svolti nel sud d’Italia, quale importante
riconoscimento dell’impegno delle Pro Loco operanti nel meridione italiano.
Tema affrontato dagli oltre 1300 delegati e dal presidente dell’Unpli nazionale Claudio Nardocci,
«regole ed obiettivi comuni per un forte senso d’appartenenza», che ha impegnato
non poco i delegati in una discussione franca e costruttiva, per meglio
proiettare nel futuro le 6080 Pro Loco sparse un po’ ovunque sul territorio
nazionale. L’occasione è stata inoltre importante per aggiornare
lo statuto nazionale, e dare nuovi indirizzi ai dirigenti e ai soci: vero
ed unico motore trainante d’ogni Pro Loco. La delegazione del Trentino,
guidata dal presidente della Federazione Trentina Consorzi Pro Loco, è risultata
essere una delle più numerose tra quelle provenienti dal settentrione. Significativi
alcuni interventi dei delegati per apportare delle modifiche allo statuto
nazionale, e renderlo così ancor più vicino alle istanze delle realtà periferiche.
Altre relazioni durante i tre giorni dei lavori congressuali, hanno affrontato
i complessi aspetti fiscali che tanto soffocano il lavoro dei volontari
delle Pro Loco; quelli legislativi, spesso difformi da regione a regione;
la formazione e la qualificazione come ulteriore crescita del movimento, per meglio offrire un turismo
a dimensione “naturale”; l’opportunità offerta dal servizio civile volontario
a disposizione anche delle associazioni turistiche. Quest’ultimo servizio civile nazionale, introdotto in virtù
della legge del marzo 2001 n.64, risulta essere
molto utile, specialmente per quelle realtà dove talvolta i volontari dell’associazione
hanno difficoltà a garantire l’apertura di una sede, e rendere così un servizio
migliore non solo a favore del turista, ma anche per la stessa realtà territoriale
nella quale si opera. Del resto le Pro Loco italiane hanno una lunga storia,
e fu proprio in Trentino, a Pieve Tesino nel lontano
1881 a vedere nascere la prima Pro Loco. Particolarmente gradito ed emozionante
l’incontro con mons. Giancarlo Bregantini, Vescovo
di Locri e Gerace, originario di Denno in valle di Non con la delegazione trentina, il quale
mantiene tuttora strettissimi contatti con la nostra realtà. Un prelato
che è diventato un simbolo del riscatto della Calabria e del sud in generale,
a fronte d’oggettive difficoltà di una terra dai pur forti valori storici
e culturali.
Roberto
Franceschini